giovedì 24 ottobre 2013

Take a Peek #2


Buonasera lettori!
Come state? Come vanno le vostre letture?
Da parte mia ammetto di essere un tantino latitante sul blog, ma non sono più abituata a mettermi a scrivere a un certo orario e anche questo semestre in università si prospetta piuttosto impegnativo. In più devo cominciare a pensare al progetto di tesi (di già??) e non so bene in cosa cimentarmi!
In più qui umidità 100%, i treni non vanno e ho qualche doloretto alla schiena..che meraviglia!
Ma di una cosa sono contenta: settimana prossima ho appuntamento in una palestra terapeutica dove fanno esercizi e ginnastica apposta per la schiena, e spero di tornare agli antichi splendori! 
 

Ma veniamo a noi. Stasera puntata di 


Di cosa si tratta? È una rubrica in cui vi propongo un libro che mi ha colpito, o che ho intenzione di leggere, o che mi hanno consigliato.
Oggi vi mostro un libro impegnativo dal punto di vista dell'argomento, ma molto interessante e raccontato in modo leggero nella sua tragicità.

Ecco a voi


Trama: Il 9 ottobre 1963 dal monte Toc, dietro la diga del Vajont, si staccano tutti insieme 260 milioni di metri cubi di roccia che piombano nell'invaso sollevando un'onda che scavalca la diga e cancella letteralmente dalla faccia della terra cinque paesi (Longarone, Pirago, Rivalta, Villanova, Faè) uccidendo 2000 persone. Non si trattò di un "disastro naturale", come scrissero i cronisti all'indomani della strage, ma di una tragedia provocata dall'uomo. Paolini e Vacis ricostruiscono questa drammatica vicenda tipicamente italiana, che passa per la distruzione della civiltà contadina in nome del progresso, per le grandi e le piccole arroganze dei potenti, per l'impotenza dei cittadini costretti ad affrontare uno "Stato nello Stato" (è il giudizio di un democristiano sulla società costruttrice della diga, nel 1961). Questo libro è il frutto di un'esperienza che ha già coinvolto migliaia di persone in tutta Italia. Dal 1993 Marco Paolini racconta questa grande tragedia civile. Ha iniziato nelle case degli amici, e poi, centinaia e centinaia di volte, in un monologo che dura più di tre ore, di fronte a un pubblico attento e partecipe. Scoprire o rileggere "II racconto del Vajont" oggi significa tenere viva una memoria che non può e non deve andare perduta. Questa nuova edizione è arricchita da due saggi inediti di Marco Paolini (Il Vajont e L'Aquila, due tragedie parallele) e di Gabriele Vacis (Il racconto e la consapevolezza del tempo).


Come vedete l’argomento è molto serio. Quest’anno cade il 50° anniversario dalla tragedia e le televisioni ne hanno appena appena accennato e su Rai 5 (se non sbaglio) a un’ora improponibile hanno fatto vedere lo spettacolo realizzato proprio da Paolini nel ’93.
Questo libro riporta in parole scritte quello spettacolo e conoscendo la persona e avendola vista all’opera credo proprio che questa “storia” meriti di essere letta.
Un punto di vista commovente, intervallato da battute tragicomiche che fanno riflettere circa quello che successe allora e come vanno le cose oggi.
Una tragedia che non va assolutamente dimenticata, per evitare a tutti i costi che gli errori di allora vengano commessi di nuovo.

Ammetto che non sia un argomento allegro, ma mi ha colpito appena l’ho visto e non potevo non parlarne!
Buone letture a tutti voi!

venerdì 11 ottobre 2013

Corsica. Le spiagge e Lavezzi.



Buonasera zuccheri! Come state?
Qua il tempo è pessimo, la Protezione Civile ha allertato Milano e Provincia riguardo la possibilità di trombe d’aria, per cui se pensate di uscire..non fatelo!
Io in ogni caso me ne sto a casa dato che la mia dolce metà si trova al corso di Antincendio Alto Rischio organizzato dalla PC..che coraggiosooooo!!
Anyway, stasera vorrei continuare a raccontarvi delle mie ormai passate (SIC!) vacanze in Corsica.

Questa volta vorrei parlarvi delle spiagge che abbiamo visto e della gita che abbiamo fatto sull’isola di Lavezzi.


Spiaggia di Santa Giulia
La prima spiaggia della vacanza. Che dire? Splendida, bellissima..la sabbia è bianchissima e l’acqua è cristallina, sembra davvero di essere in piscina! Inoltre rimane poco profonda ed è molto tranquilla.
Il problema è che si tratta praticamente di un piccolo spicchio di terra, e nelle ore centrali è assalita dalle persone. Se volete trovare posto vi conviene recarvici presto!
Costo del parcheggio: 4€ tutto il giorno.
VOTO: 8 1/2

Spiaggia di Rondinara
Credo che questa sia stata quella che mi è piaciuta di più.
Anche in questo caso, come prima, vi ritrovate all’interno di un golfo, per cui l’acqua è piuttosto calma, calda (molto) e cristallina. E piena di pesci! Di spazio ce n’è quanto volete, e se siete fortunati, alle vostre spalle potete scorgere qualche mucca curiosa che si apposta sotto un alberello solitario ad osservare il mare.
Noi ci siamo stati più di una volta, la prima però è stata terribile perché era una giornata ventosissima, tanto che siamo dovuti scappare via dopo poco! Ma dei ragazzi italiani ci hanno detto che è molto raro che il tempo sia così (che fortuna abbiamo avuto!).
Lì vicino c’è anche un ristorante, ottimo per pranzare o semplicemente per bersi qualcosa di fresco.
Il personale è molto disponibile e i prezzi sono accettabili. Abbiamo mangiato una bistecca alla griglia coi fiocchi!
Costo del parcheggio: 4€ tutto il giorno.
VOTO: 9

Spiaggia di Cala Rossa
Questa spiaggia è famosa perché negli anni passati vi sono state costruite numerose ville appartenenti a personaggi famosi.
Ma non è per questo che un giorno ci siamo diretti lì, bensì perché stavamo cercando un posto diverso.
La spiaggia e il mare sono molto simili a quelli che vi ho descritto sopra, ma il posto oltre che ad essere piuttosto isolato è anche mooolto tranquillo. Non c’è tanta gente e per lo più si tratta di famiglie.
Inoltre si può trovare anche un bel bar costruito in legno che dà proprio sul mare.
Un ottimo posto per rilassarsi e rilassare le orecchie dal caos delle città: è stato uno splendido pomeriggio.
Costo del parcheggio: PARCHEGGIO LIBERO!
VOTO: 8

Spiaggia di San Ciprianu
Questa spiaggia a dir la verità è quella che per certi versi mi è piaciuta di meno: ciò nonostante abbiamo passato una splendida giornata in compagnia di due ragazzi di Milano conosciuti in campeggio (grazie per aver preparato il pranzo anche per noi!).
Appena arrivati però sono rimasta delusa dal mare: sembrava l’Adriatico a Rimini. Non riuscivo a vedermi le mani a neanche 10 centimetri di profondità!!
Per fortuna, poi, la situazione è migliorata: dopo pranzo ci siamo spostati 500m più avanti e il mare era..bollente! Sembrava di essere alle terme! (anche per il tipico odore di zolfo-uovo)
Per cui nonostante il tempo non fosse dei migliori abbiamo fatto il bagno più lungo della vacanza: 4 ore a mollo nell’acqua a 38°C! Praticamente ci siamo ritrovati nel punto in cui un fiume si immetteva nel mare, un fiume caldissimo! Goduria!
Costo del parcheggio: PARCHEGGIO LIBERO!
VOTO: 7

Gita a Lavezzi
Un giorno, a Porto Vecchio ci siamo avvicinati incuriositi a uno dei “baracchini” del porto, che offrono gite per la Corsica a tutto spiano e per una volta nella nostra vita abbiamo voluto approfittarne, ci siamo prenotati per il martedì successivo e abbiamo incrociato le dita che fosse una bella giornata.
Vi sono diverse compagnie che offrono questo tipo di servizio, noi ci siamo affidati a Chiocca Croisières (cliccate sul nome per vedere il sito).
Prezzo: 65€ a capoccia compreso il pranzo in nave.
La partenza era prevista alle 9 del mattino e devo ammettere che sono stati piuttosto ordinati e puntuali.
Una volta partiti, il battello è passato vicino alle principali spiagge del sud della Corsica: Palombaggia, Santa Giulia, Rondinara, e altre ancora, fino ad arrivare a Bonifacio per mostrarci le famose grotte.
Dopodichè ci hanno portati verso l’isola di Lavezzi, dove ci è stato servito un pranzo a base di pesce e dove abbiamo poi potuto concederci un bagno nelle bellissime acque che ci circondavano.
Ovviamente io e la mia dolce metà abbiamo portato con noi le maschere da sub e il boccaglio e ci siamo dati allo snorkeling: quanti pesci! Sembrava di trovarsi in una vasca dell’acquario di Genova! E poi quanti colori, quante specie!
Dopo questa, ahimè, breve sosta, siamo tornati sulla nave e abbiamo iniziato il viaggio di ritorno, arrivando a Porto Vecchio per le 18 circa.
Devo dire che ci siamo divertiti moltissimo, soprattutto sull’isola, vedendo e toccando cose che non pensavamo di poter trovare, e nonostante il prezzo, a fronte di un pranzo un po’ povero, e dei tempi un po’ serrati, ne vale davvero la pena.
Sono cose che si vedono una volta sola nella vita e meritano fino in fondo di essere vissute.
Quindi, se avete qualche soldino da spendere, vi consiglio di andarvi a vedere questo bellissimo isolotto!

Per stasera finisco qui, avrei altre migliaia di cose da raccontare, ma non voglio tediarvi troppo.
Una cosa alla volta!


Buona lettura a tutti voi, e buon weekend!


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